Dal 29/02/2008 al 02/03/2008 - Okkio su Napoli
LE MASCHERE BUONE
Nuovo Teatro Nuovo-via Montecalvario, 16
Recapiti Botteghino
tel. 081/4976267
e-mail: botteghino@nuovoteatronuovo.it
ORARIO BOTTEGHINO
martedì e mercoledì dalle 17.30 alle 21.00
dal giovedì al sabato dalle 11.00 alle 12,30
dalle 18.00 alle 21.00
domenica dalle 16.30 a inizio spettacolo
biglietti on line sul sito www.happyticket.it
Recapiti Botteghino
tel. 081/4976267
e-mail: botteghino@nuovoteatronuovo.it
ORARIO BOTTEGHINO
martedì e mercoledì dalle 17.30 alle 21.00
dal giovedì al sabato dalle 11.00 alle 12,30
dalle 18.00 alle 21.00
domenica dalle 16.30 a inizio spettacolo
biglietti on line sul sito www.happyticket.it
Nella capitale del Sezuan giungono tre dèi, in pellegrinaggio attraverso il paese alla ricerca di qualche anima buona. Ne trovano una nella persona della prostituta Shen Te, che accorda loro ricovero per la notte, e il compenso per tale atto di bontà è mille dollari d’argento, somma che permette a Shen Te di aprire una tabaccheria e smettere di prostituirsi. Ma al dono si accompagna il comandamento di continuare ad essere buona, e così la povera Shen Te si ritrova subito addosso uno sciame di parassiti. A complicare le cose interviene l’amore: il giovane aviatore disoccupato Yang Sun diventa l’oggetto delle attenzioni di Shen Te che se ne innamora, ne rimane incinta e rischia per lui di perdere tutti i suoi averi.
Per sottrarsi alle continue richieste di denaro, per non cadere nel baratro della dissipatezza e della disonestà, e per proteggere la sua gravidanza Shen Te si inventa un cugino, un certo Shui Ta, gelido e giudizioso uomo d’affari, che interviene e salva Shen Te dalla rovina. In realtà Shui Ta altri non è che Shen Te travestita, è lo sdoppiamento indispensabile all’uomo per salvaguardare la propria sopravvivenza, è l’incarnazione della triste necessità di soffrire e di far soffrire soprattutto le persone che più amiamo, pur di proteggere la continuità della specie. Questo gli dèi non possono capirlo, a loro resta la possibilità, nel finale, di rifugiarsi nella loro beata irrealtà, lasciando le anime buone a chiedersi smarrite come fare perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Ed è lo stesso Brecht che lancia agli spettatori, nelle ultime parole dell’epilogo di questa straordinaria “parabola scenica”, la sfida di trovare la soluzione a questo enigma:
“Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!”
Nessuna delle due strade, quella generosa dell’Angelo dei sobborghi e quella inflessibile dell’imprenditore Shui Ta sembra essere risolutiva; è necessaria una sintesi tra queste due posizioni, perché il mondo proceda in modo armonico, produttivo e umano a un tempo. E il carico di questa responsabilità non può che ricadere sull’umanità stessa, alla quale l’Autore offre lo spettacolo della disperazione di Shen Te, fisicamente lacerata nel suo bivalente e bisessuato personaggio. Attorno a lei un mondo brulicante fatto di intrighi, questue, minacce, false generosità.
Abbiamo immaginato un alveare, in cui tutti questi esseri vivono, mangiano, dormono, lavorano, appaiono e scompaiono, portano e tolgono sempre qualcosa, in una frenetica agitazione, pieni di risentimento e di invidia. Anche in mezzo a tutta questa insensibilità Shen Te riesce a far scattare la scintilla di un sentimento per una goccia di pioggia sul suo viso, che chiama una carezza, e che la apre a un amore assoluto e incondizionato.
Le atmosfere, le suggestioni e i suoni di questo spettacolo saranno quelli di una Sardegna che impariamo a conoscere, uno scrigno misterioso e ammaliante come certa sua musica che diventa poesia.
Vogliamo affrontare questo testo, che è forse il più poetico della produzione brechtiana, liberandoci dal “brechtismo” e pur lasciandone intatta la cristallina metafora ideologica, abbandonare il “distacco recitativo” e diventare fino in fondo quei personaggi così esemplari e problematici. Ci aiuterà in questo percorso Wang, l’acquaiolo che fin dall’inizio dello spettacolo ci condurrà dentro la storia, e che come un compagno spettatore, parteciperà delle gioie e delle sofferenze di Shen Te. E assieme a lei ci chiederà “una fine migliore”.
Per sottrarsi alle continue richieste di denaro, per non cadere nel baratro della dissipatezza e della disonestà, e per proteggere la sua gravidanza Shen Te si inventa un cugino, un certo Shui Ta, gelido e giudizioso uomo d’affari, che interviene e salva Shen Te dalla rovina. In realtà Shui Ta altri non è che Shen Te travestita, è lo sdoppiamento indispensabile all’uomo per salvaguardare la propria sopravvivenza, è l’incarnazione della triste necessità di soffrire e di far soffrire soprattutto le persone che più amiamo, pur di proteggere la continuità della specie. Questo gli dèi non possono capirlo, a loro resta la possibilità, nel finale, di rifugiarsi nella loro beata irrealtà, lasciando le anime buone a chiedersi smarrite come fare perché alla fine il giusto non sia sempre battuto. Ed è lo stesso Brecht che lancia agli spettatori, nelle ultime parole dell’epilogo di questa straordinaria “parabola scenica”, la sfida di trovare la soluzione a questo enigma:
“Presto, pensate come ciò sia attuabile! Una fine migliore ci vuole, è indispensabile!”
Nessuna delle due strade, quella generosa dell’Angelo dei sobborghi e quella inflessibile dell’imprenditore Shui Ta sembra essere risolutiva; è necessaria una sintesi tra queste due posizioni, perché il mondo proceda in modo armonico, produttivo e umano a un tempo. E il carico di questa responsabilità non può che ricadere sull’umanità stessa, alla quale l’Autore offre lo spettacolo della disperazione di Shen Te, fisicamente lacerata nel suo bivalente e bisessuato personaggio. Attorno a lei un mondo brulicante fatto di intrighi, questue, minacce, false generosità.
Abbiamo immaginato un alveare, in cui tutti questi esseri vivono, mangiano, dormono, lavorano, appaiono e scompaiono, portano e tolgono sempre qualcosa, in una frenetica agitazione, pieni di risentimento e di invidia. Anche in mezzo a tutta questa insensibilità Shen Te riesce a far scattare la scintilla di un sentimento per una goccia di pioggia sul suo viso, che chiama una carezza, e che la apre a un amore assoluto e incondizionato.
Le atmosfere, le suggestioni e i suoni di questo spettacolo saranno quelli di una Sardegna che impariamo a conoscere, uno scrigno misterioso e ammaliante come certa sua musica che diventa poesia.
Vogliamo affrontare questo testo, che è forse il più poetico della produzione brechtiana, liberandoci dal “brechtismo” e pur lasciandone intatta la cristallina metafora ideologica, abbandonare il “distacco recitativo” e diventare fino in fondo quei personaggi così esemplari e problematici. Ci aiuterà in questo percorso Wang, l’acquaiolo che fin dall’inizio dello spettacolo ci condurrà dentro la storia, e che come un compagno spettatore, parteciperà delle gioie e delle sofferenze di Shen Te. E assieme a lei ci chiederà “una fine migliore”.
Altri Approfondimenti: Okkio su Napoli
30/06/2008
TRICARICO IN CONCERTO

Casterl Sant'Elmo
ore 20.00
Posto numerato Euro 22,00
Posto non numerato Euro 15,00
ore 20.00
Posto numerato Euro 22,00
Posto non numerato Euro 15,00
Dal 19/04/2008 al 18/05/2008
MOSTRA FOTOGRAFCA I MISTERI DI NAPOLI

Sala Scatti di Vita del Complesso Museale di Santa Chiara
Via S. Chiara, 49/C – Napoli
Inaugurazione sabato 19 aprile ore 12.00
Info:info@oltreilchiostro.org
Tel/fax: 081.552.15.97 - 081.552.32.98
Via S. Chiara, 49/C – Napoli
Inaugurazione sabato 19 aprile ore 12.00
Info:info@oltreilchiostro.org
Tel/fax: 081.552.15.97 - 081.552.32.98
Dal 17/04/2008 al 29/06/2008
SALVATOR ROSA TRA MITO E MAGIA

Museo di Capodimonte
Orari
lunedì - martedì - giovedì - domenica h. 10.00 - 18.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30
mercoledì chiuso
la biglietteria chiude un’ora prima
Attività didattiche
(italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo)
Visita gruppi
durata h 1.00
costo € 100,00 (max 30 persone)
Visita approfondita gruppi
durata h 1.30
costo € 120,00 (max 30 persone)
Visita gruppi a partenza fissa
sabato e domenica h 11.30
durata h 1.00
lingua italiano
costo € 4,50 a persona; possessori Artecard € 3,00 a persona
Visita scuole
durata h 1,00
costo € 70,00 (max 30 alunni)
Visita approfondita e itinerari a tema scuole
durata h 1.30
costo € 80,00 (max 30 alunni)
Orari
lunedì - martedì - giovedì - domenica h. 10.00 - 18.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30
mercoledì chiuso
la biglietteria chiude un’ora prima
Attività didattiche
(italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo)
Visita gruppi
durata h 1.00
costo € 100,00 (max 30 persone)
Visita approfondita gruppi
durata h 1.30
costo € 120,00 (max 30 persone)
Visita gruppi a partenza fissa
sabato e domenica h 11.30
durata h 1.00
lingua italiano
costo € 4,50 a persona; possessori Artecard € 3,00 a persona
Visita scuole
durata h 1,00
costo € 70,00 (max 30 alunni)
Visita approfondita e itinerari a tema scuole
durata h 1.30
costo € 80,00 (max 30 alunni)
18/04/2008
POOH IN CONCERTO-BEAT REGENERATION TUR 2008

Venerdì 18 aprile
Teatro Palapartenope
Ore 21.00
Info:info@palapartenope.it
Teatro Palapartenope
Ore 21.00
Info:info@palapartenope.it
Dal 29/02/2008 al 30/03/2008
ORIZZONTI-TODD WILLIAMSON

Inaugurazione: Venerdì 29 Febbraio 2008
presso il Centro culturale Villa di Donato Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
dalle ore 18:30 alle ore 22:30
La mostra sarà aperta fino al 30 Marzo e sarà visitabile su appuntamento, telefonando ai numeri:
081 660216 - 081 665456 - 335 6924214
presso il Centro culturale Villa di Donato Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
dalle ore 18:30 alle ore 22:30
La mostra sarà aperta fino al 30 Marzo e sarà visitabile su appuntamento, telefonando ai numeri:
081 660216 - 081 665456 - 335 6924214





