05/02/2008 - News&Eventi

CIAO TONIA, CARA MADRE CORAGGIO..

La drammatica, tenera e amorevole storia di Tonia Accardo, coraggiosissima giovane donna di 33 anni: la scoperta di un devastante carcinoma, la gioia di un' inattesa gravidanza, l'atto d'amore di una madre che ha messo a repentaglio la propria vita per quella della sua creatura...
Se c’è una cosa che non rimpiangerò mai del mio cammino sono gli incontri che mi è stato donato di fare. Le persone speciali si possono incontrare ad ogni angolo e casualmente, ma a volte sento che la mia strada fatta di percorsi sempre nuovi e di apparenti ricominciare punto e a capo, sia invece un destino percorso verso l’essere umano e verso la sua più profonda conoscenza. E ho imparato sempre più ad amare, in modo ogni volta così diverso e rinnovato.

 

Le persone entrano ed escono dai nostri giorni ma rimangono indefinitamente nel nostro cuore, con intensità tutte diverse. Alcune però più delle altre sono capaci di lasciarci un monito, un obbligo morale, quasi la necessità e l’ urgenza di dare dignità alle loro scelte passate attraverso quelle nostre future.

 

E’ quello che provo pensando a te Tonia. Il tuo coraggio, il tuo amare, il tuo scegliere la vita dell’altro (tua figlia) prima che la tua, mi impone una scelta d’amore. M’impone di amare ancor più i bambini del mondo, che siano i miei figli un giorno, o i figli degli altri oggi. Amarli sempre e proteggerli a tutti i costi.

 

Tonia Accardo è donna forte e coraggiosa. Il suo cammino di dolore e d’amorevole sacrificio è iniziato ad agosto del 2005, ad appena 31 anni. In quei giorni fortuitamente scoprì di avere un raro e dannato male, "metastasi da carcinoma epidermoide della ghiandola salivare sottolinguale", una scoperta dolorosa e triste, una diagnosi grave che impose sin da subito un preciso schema terapeutico: un intervento chirurgico seguito da un primo ciclo di chemioterapia.

Ma da li a poco, la strana trama della vita fu completamente stravolta da una nuova scoperta, d’immensa gioia ma allo stesso tempo dura, Tonia scoprì di essere incinta. Fu un momento drammatico per lei e il suo compagno di vita. Bisognava decidere in fretta e il ginecologo che la seguuiva fu categorico: abortire prima di sottoporsi al trattamento citostatico. Non c'è scelta, i farmaci antineoplastici possono danneggiare gravemente il feto, ma il rifiuto della terapia significherebbe la certezza di una recidiva. "Non puoi rischiare", insisteva lo specialista!

 

«Era la fine di dicembre dello scorso anno, quando, io e mio marito, apprendemmo che ero rimasta incinta. Nonostante il grave male che mi aveva colpito tre mesi prima, la notizia mi riempi di felicità. Sorrisi a Nicola e lui capì: la bambina che portavo in grembo sarebbe nata. Anche a costo di lasciare a mia figlia, il mio posto in questo mondo».

Sì, a ogni costo, perché per far nascere sua figlia, mamma Tonia ad ogni nuovo giorno riduceva le proprie possibilità di sopravvivenza. La malattia avanzava rapidamente, favorita dalla decisione di questa straordinaria «mamma coraggio», di interrompere per 7 mesi le cure radioterapiche, per non compromettere la vita della sua bambina..

«Quando ho deciso di far nascere Sofia, ho trovato il sostegno di mio marito e della mia famiglia ma sono stati in tanti a manifestare il loro dissenso. Qualcuno è arrivato a definire la mia scelta egoistica e non altruistica».

Ma Tonia fu irremovibile. Era troppo felice al pensiero della gravidanza e mai e poi mai l’avrebbe interrotta. E infatti, per sette mesi, andò avanti così, senza sottoporsi ad alcuna cura. Incurante della malattia che progrediva. Finché non si ripresentarono le metastasi ad aggredirla in più punti del collo. Ma Tonia non si dava per vinta. Insieme al marito in giro per l'Italia a consultare i migliori specialisti. Le risposte però erano tutte uguali: "In queste condizioni non possiamo operarla, deve rinunciare al bambino se vuole continuare a vivere".

Ma Tonia aveva tanto desiderato questa gravidanza: “Ci abbiamo provato per oltre 2 anni io e Nicola, ma questa figlia non è mai arrivata. Se è successo quando il male già mi aveva aggredita, vuol dire che non è successo per caso. È accaduto qualcosa che va al di là della ragione. Il Signore ha voluto cosi e io sono felice di rispettare la sua decisione».

L’unica chance, fu ritrovata nella Fondazione Pascale, l'Istituto dei tumori di Napoli dove c'è il reparto di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Maxillo facciale diretto da Franco Ionna e dove la donna era stata già operata la prima volta. L'équipe di Ionna diede il proprio consenso all'intervento, purchè si adottassero le precauzioni idonee a fronteggiare qualsiasi emergenza. Anche quella di un parto cesareo.

Il manager del Pascale, il chirurgo Mario Santangelo, fece così allestire una camera prenatale, chiedendo e ottenendo tutte le autorizzazioni burocratiche necessarie. Tonia entrò in sala operatoria. In cinque ore gli specialisti asportarono la neoplasia che le stava devastando il collo. L'operazione si concluse con successo, ma Ionna minimizzò: "Un caso clinico come tanti altri. Questa volta, l'unica cosa eccezionale è il risvolto umano, il desiderio di diventare madre che annulla la paura di morire".

A quel punto Tonia non poteva più aspettare, la radioterapia era diventata una scelta obbligata. E lei, incinta di sette mesi, era ora disponibile. Purché prima le permettessero di partorire.

E fu infatti a Villa Betania, clinica della periferia orientale di Napoli, che tutto fu predisposto per accoglierla.

Il 10 giugno del 2006 venne al mondo la piccola Sofia. "Abbiamo deciso di chiamarla come la Loren, una donna forte e piena di vita...".

Sofia è nata prematura, di 33 settimane e un chilo e 800 grammi, ma tutto era andato per il meglio ed oggi è una splendida bambina di 19 mesi.

"È il più bel regalo che potessimo ricevere", parole di Nicola Visciano, 37 anni, cpadre di Sofia, "È una giornata bellissima per Tonia, per me, per Sofia. Mia moglie è stanca ma indescrivibilmente felice".

Una volta nata Sofia, per Tonia è iniziata la vera sfida contro il cancro, dando il via alle radioterapie rinviate sin da ottobre, quando, dopo un primo intervento chirurgico, la donna aveva scoperto di essere incinta.

Prima la notizia della gravidanza e poi la nascita e la vita stessa di Sofia, sono state per Tonia fonte di energia e di voglia di farcela, di sconfiggere la paura e lottare contro la malattia in questi duri 2 anni.

Oggi Tonia, a 33 anni, ha lasciato questa vita terrena, lasciando un vuoto incolmabile è incommensurabile nei suoi cari, ma sono sicura che è già li in prima fila a osservare con i suoi grandi occhi verdi e pieni d’amore la sua creatura, a sussurarle dolcezza e consigli attraverso ciò che ha lasciato in coloro che l’hanno conosciuta e amata. E’ li in prima fila con i suoi occhi “brillosi”, a gioire di sua figlia, che crescerà forte e coraggiosa come la sua mamma speciale.

 

Con affetto,

Nunzia

 

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